“Gibs auf!” (Lascia perdere!)

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Era mattino molto presto, le strade pulite e vuote, andavo verso la stazione. Quando confrontai l’ora del campanile col mio orologio, vidi che era molto più tardi di quanto potevo credere:

mi dovevo affrettare e lo spavento di questa scoperta mi rese incerto sulla strada: non ero ancora pratico dei questa città, ma fortunatmente nelle vicinanze c’era un vigile, corsi verso di lui, e senza fiato, domandai la strada. Egli rise e disse: “Da me tu vorresti sapere la strada?” “Sì”, risposi io, “da solo non la posso trovare.” “Rinuncia! Lascia perdere!” disse lui e si allontanò con un grande salto, così come la gente che col proprio ghigno vuol essere lasciata sola.Franz Kafka

Trad. di S. C.

~ di giovamar su giugno 26, 2006.

9 Risposte to ““Gibs auf!” (Lascia perdere!)”

  1. S.C. sta- credo – per Sandra Codrino, la femmina sorniona ritratta nella foto…

  2. bellissimo raccontino tra parentesi!

  3. Bello vero?!!
    ma perchè scegli l’anonimato?
    Ciao
    M

  4. cosi’ tanto per cambiare!

  5. Dovevo immaginarlo comunque ti eri mimetizzato bene.. Ciao Anonima!

  6. scusate..qualcuno mi spiega perchè il vigile dice al protagonista di lasciar perdere? a cosa si riferisce?

  7. bisognerebbe chiederlo al traduttore..
    credo però che i racconti di Kafka non vadano per forza capiti nel loro significato..
    questo in particolar ha il valore di un sogno, di un incubo: conta l’effetto che fa sul sognatore (lettore) e non cosa ‘significa’

    questo è solo il mio parere..

  8. oi, confuso, gibs auf…

  9. Come tutte le opere di Kakfa il significato non è di facile comprensione, quando lo Schutzmann esorta l’uomo a rinunciare (aufgeben = rinunciare) vuole probabilmente rappresentare il fatto che è inutile cercare una cosa che non può trovare, Kakfa è infatti rassegnato, impotente di fronte alla realtà (basti pensare il suo rapporto con il padre che lo opprimeva, lui non cerca affatto di ribellarsi, in qualsiasi situazione preferisce aspettare). Da questo passo si scorge anche una certa insicurezza dello stesso Kafka, in quando l’uomo appena confronta il Turmuhr, cioè l’ora che era nel campanile della sua città con il suo orologio, pensa subito che il suo orologio vada male ed è colpito da una profonda insicurezza, tanto che non riesce nemmeno a trovare la strada.

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